Venerdì
03 Settembre 2010

la ricerca "Il risparmio invisibile - Il rapporto tra immigrati e banche nella provincia di Biella"

promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e da Etnica

 
 
Il risparmio invisibile
Il rapporto tra immigrati e banche nella provincia di Biella

a cura di:
Enzo Mario Napolitano, Andrea Quaregna, Anna Cavalleri


Introduzione

Luigi Squillario
Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella

Senza gli stranieri è difficile pensare a un futuro per Biella. E non solo perché senza il loro contributo la popolazione sarebbe destinata a calare drasticamente e neppure perché è difficile immaginare chi potrebbe curare anziani, bambini e case di tante famiglie in cui, sia per impostazione culturale e più spesso per necessità economica, uomini e donne sono impegnati in lavori al di fuori delle mura domestiche.
Usare gli occhi degli stranieri per guardare al futuro significa togliersi gli occhiali in bianco e nero della tranquilla quiete del passato, ammaliatrice grigia che offusca la mente e frena l'azione, per ritornare a vedere il mondo a colori.
È sempre più chiaro che spesso solo i migliori sono in grado di dare vita a un progetto migratorio: lasciare certezze richiede coraggio, energia e, soprattutto, speranza nel futuro.
Incerto il futuro lo è sempre stato; ma l'incertezza cui sono sottoposti i giovani oggi mina la fiducia di molti e a molti toglie la capacità di progettare. Ecco perché chi è portatore di speranza può aiutare la nostra piccola comunità locale.
La fiducia nei piccoli risparmiatori è anche quello che dovrebbero riscoprire le banche. Stranieri e italiani meno abbienti sono accomunati da difficoltà a prima vista insospettabili nell'acceso al credito bancario: aprire le porte agli uni e agli altri, ne sono certo, porterebbe frutti di benessere per tutti. Una casa di proprietà, per chi è straniero come per chi a Biella è nato, genera senso di appartenenza, nutre l'affetto per una città o un quartiere, stimola la creazione di rapporti di buon vicinato e favorisce la crescita di reti sociali.
La ricerca finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio, di cui si rende conto nel presente volume, nasce dall'amore per il Biellese e dalla fiducia nei piccoli risparmiatori invisibili, quelli che, a metà Ottocento, ispirarono al Vescovo Giovanni Losana la creazione della Cassa di Risparmio di Biella.



Presentazione

Enzo Mario Napolitano - Presidente di Etnica
Andrea Quaregna e Anna Cavalleri - Fondazione Cassa di Risparmio di Biella

Senza pretese: questa ricerca è nata dalla voglia di conoscere un mondo silenzioso e poco visibile, quello dei così detti "immigrati regolari", uomini e donne approdati nel nostro Paese e nella nostra città un po' da tutti i continenti, alla ricerca di un futuro migliore per sé e per i propri figli.
Questa ricerca, senza pretese di completezza o di particolare originalità, non si propone di sondare ogni aspetto della vita quotidiana dei migranti, ma concentra la sua attenzione sul loro rapporto con il denaro e con chi il denaro lo gestisce.
Parliamo di soldi e di banche perché, il più delle volte, è un problema economico a spingere le persone a lasciare la propria terra per avventurarsi in un Paese straniero. Parliamo di soldi, perché il modo con cui una persona guadagna, spende e risparmia (per quanto questa affermazione possa sembrare brutale) ci dice molto di come questa persona vive e di che cosa si aspetti dalla vita.
E, senza presunzione, al termine di questa indagine esplorativa, possiamo dire di non aver sbagliato ad affrontare il tema dell'immigrazione da questo punto di vista, se non altro perché ne emerge una "nazione" di risparmiatori invisibili che, pur con fatica ma vivendo in modo dignitoso, riescono a risparmiare e a sostenere, con le proprie rimesse, parte della propria famiglia rimasta al Paese di origine.
Meno consolante è il panorama offerto dalle banche. Con poche eccezioni, gli istituti di credito non hanno dimostrato, in questi anni, flessibilità sufficiente per adeguare la propria offerta a un nuovo target di clienti che, tra l'altro, sembra portatore di bisogni già presenti localmente, ma in parte inespressi, che vanno dall'accessibilità agli sportelli (fatta anche di orari di apertura e comprensibilità del linguaggio bancario) ai costi per la tenuta di un conto corrente, per passare a temi più impegnativi come le garanzie richieste per un mutuo prima casa o, ancora, alle modalità di accesso al credito per l'avvio di un'attività imprenditoriale.
La miopia bancaria stupisce soprattutto quando si viene a sapere che l'89% degli immigrati intervistati si dice soddisfatto del proprio rapporto con le banche e si verifica che a Biella (come peraltro avviene anche nel resto d'Italia) gli stranieri sono disposti ad accollarsi costi elevati per il trasferimento di denaro all'estero, pur di avere un servizio adeguato (sfatando il mito che il minor costo paga sempre).
L'idea della ricerca nasce nel corso della terza edizione di Welcomebank (convegno su idee, prodotti e progetti, per l'integrazione bancaria dei migranti), svoltosi a Biella nell'ottobre 2004. Che l'integrazione dello straniero passi anche attraverso il sistema bancario è ormai un assunto fuori discussione; ma una fotografia specifica della situazione Biellese su questo tema non era ancora stata fatta: da qui a disegnare un progetto di ricerca il passo è stato breve.
Il presente volume è suddiviso in tre parti: la prima presenta le modalità secondo cui è stata svolta l'indagine e i risultati che ha prodotto, sia da un punto di vista quantitativo (Emilio Sulis) sia da un punto di vista qualitativo (Fabio Pettirino). L'approfondimento, a cura di Erika Mosca, e i dati sul grado di imprenditorialità degli immigrati nel Biellese, tratti da un pezzo di Carla Fiorio, sono una sorta di corollario.
La seconda parte raccoglie gli interventi di alcune persone competenti sul tema a vario titolo che hanno accettato di leggere i dati, così come sono emersi dalla ricerca, e si sono rese disponibili a metter in forma scritta le proprie osservazioni.
La terza parte, infine, è un'appendice che, oltre al questionario utilizzato, riporta la testimonianza di una mediatrice culturale che ha partecipato alla ricerca come intervistatrice (Lida Hualca) e un lavoro minuzioso di raccolta dati sul tema (da una rassegna delle ricerche esistenti sul tema a un censimento minuzioso dei servizi e delle opportunità offerte da banche e da altri enti a favore della bancarizzazione degli stranieri) a cura di Giorgio Debattistini.
La ricerca è stata svolta con mezzi esigui, ma con criteri di scientificità di cui si rende conto, e ha per area di indagine un contesto limitato e "provinciale". Biella non è una grande metropoli e, purché si mantengano le opportunità lavorative, l'immigrazione pare destinata a divenire stabile (non si arriva a Biella per caso). Non ci risulta che esistano ricerche di questo tipo svolte a livello di piccola provincia, a nostro parere, quindi, il presente lavoro potrebbe offrire suggerimenti e far sorgere domande a più soggetti: dai bancari ai pubblicitari, dai semplici cittadini agli amministratori della cosa pubblica.
Un ringraziamento, dovuto e sentito, va agli Amministratori della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella che hanno creduto in questo progetto e lo hanno sostenuto economicamente; a chi ha svolto l'indagine come a chi si è reso disponibile a rispondere ai questionari e a portare la propria testimonianza in video e, non ultimi, ringraziamo quanti hanno avuto la pazienza di esaminare i risultati della ricerca, valutarli e scrivere i testi che sono riportati nella seconda parte di questo volume: sono stati soprattutto i loro interventi a persuaderci dell'importanza di rendere pubblico il lavoro e a convincerci dell'utilità di rendere visibili i dati raccolti.






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